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caniodica

There's someone in my head but it's not me.
Ok, ora vado.
Quando ti svegli stamattina
leggi pure,
fruga tra le mie cose,
e scopri come sono fatto.
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Ciao, grazie per il saluto, che ovviamente ricambio. Per quanto riguarda lo spaces complimenti, veramente ben curato!!! Ciao
Sept. 19
Vitowrote:
Caro tutto bene???Il sottofondo "We need a change" e il resto mi stuzzicano molto...pò certe foto di qlc anno fa...lasciamo perde va..m'ha fatto piacere rivederti...buone cose...
Sept. 9
Maria Chiarawrote:
Piccolo ometto cespuglioso, non vedo l'ora di rivederti ! ti aspetto alla stazione :D
Sept. 9
Michela wrote:
Ciaooooo....scusa, per caso ho visto il tuo spaces!! volevo dirti che è molto bello!!CIAOOOO
PS: ...sono di Calitri!
Aug. 13
Carmenwrote:
ciao cà....il tuo space cmq è sempre il meglio.....
July 31

Grillo68

Paradisi per illusi

Oggi è un nuovo giorno, oggi è un altro show
che più mi giro intorno più sò che ruolo avrò:
comparsa senza causa, attore senza Dio
tra mille teste in menopausa traumatizzate da ronzio.
Risveglio ad induzione, azione e ciak!, ci sei.
T'aspetti l'occasione che non t'arriva mai!
Sorrisi da copione, “buongiorno, come sta?”
In fin dei conti me la cavo, in fin dei conti chi lo sa?

Mother, Father, Brother,
ho un taglio nell'anima!

Stop!

I wanna go home
Take off this uniform e leave the show
I’m waiting in this cell because I have to know
Have I been guilty all this time?

È la strada a rivelarti chi sei

L’asfalto nero rovente. Il sole sulla faccia. L’acido lattico nelle gambe, un pò anche nella testa. Nelle orecchie una musica che ti dia la carica. È una lotta con te stesso. Le gambe non diventano che un’estensione della mente, ogni passo è il tuo modo per reagire, ogni spinta che le caviglie sopportano è un momento della tua vita da cui vuoi fuggire.
Sei con te stesso, e a te stesso non puoi mentire. Il viso sfigurato dalla fatica racconta il tuo sentirti un disadattato, la tua voglia di lasciarti strada alle spalle.
E quando ormai le gambe non ne vogliono più sapere di ascoltare il tuo cervello, ti rendi conto che sei cambiato mille volte, ma in fondo sei rimasto sempre lo stesso. 
Sudore dopo sudore, fatica dopo fatica, hai capito finalmente che camminare è come sopravvivere, mentre vivere vuol dire correre.

Corri, ragazzo. Corri!

Non è importante quanto vai veloce. L’importante è andare.


Realtà e immaginazione

È un eterno conflitto, da cui si esce sempre sconfitti. Non c’è modo di vincere, l’immaginazione è tremendamente più forte, inarrivabile. La realtà a volte riesce ad avvicinarsi, a volte non ci prova nemmeno. Ma spesso è l’immaginazione che prende spunto dalla realtà per migliorarla, per dare quella dolce, piacevole illusione di essere raggiungibile, eguagliabile. È il salone dell’ideale, la fiera del perfetto. Un universo parallelo di cui siamo la porta d’accesso. Una lancinante e dolorosa meraviglia. Un pò come i trenini elettrici, nel plastico con le montagne di polistirolo, le gallerie, le mucche nei prati e i passaggi a livello. Una visione del genere ti consola, ti tranquillizza, ti spacalanca l’anima, ma contemporaneamente ti lascia quella nostalgia dovuta al sentirsi fuori da quel mondo. È il tuo mondo, ma ne sei irrimediabilmente fuori. Non ci potrai mai entrare.
Allora non ti resta che nuotare nelle tue visioni, immergerti in quell’eterno conflitto, farti risucchiare. Perchè sono i pazzi che cercano di rendere reale l’immaginato, mentre la gente comune si limita a immaginare il reale.

I pazzi

Eccoli, i pazzi.
Gli asociali.
I disadattati.
Quelli con la mente in un posto diverso dal loro corpo.
Rifiutano l’idea comune.
Non amano lo status quo.
Odiano ciò che gli altri amano.
Si vergognano di ciò di cui gli altri si vantano.

Piangerebbero per ciò di cui gli altri ridono.
Ignorati, ignorano.
Pensano.
Hanno idee diverse, che non abbandonano.
Immaginano un mondo diverso.

Sono talmente pazzi che ci credono, in quel mondo.
E fanno di tutto per cambiarlo.

 
Idols  
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